Le Riserve e cosa sapere in fase di offerta (in progress...)
© 2025 Alessandro Dimichino
Introduzione
Sezione intitolata “Introduzione”La differenza sostanziale tra la gestione di un appalto pubblico e uno privato è rappresentato dalle riserve.
La Riserva è lo strumento, rigorosamente definito nel Codice, mediante il quale l’Appaltatore è in grado di manifestare e di pretendere il riconoscimento di quelli che sono attività svolte a titolo oneroso e non già ricomprese nel contratto di appalto sottoscritto. Ovviamente, la pretesa non comporta l’automatico riconoscimento degli stessi ma la mancata pretesa nei tempi e nei modi previsti dalla normativa ne fa decadere automaticamente il diritto ad un compenso.

Di cosa si tratta e perché sono importanti
Sezione intitolata “Di cosa si tratta e perché sono importanti”La Stazione Appaltante, come già ricordato più volte, ha la possibilità in una certa misura di imporre lo svolgimento di lavori ritenuti essenziali alla realizzazione dell’opera secondo il principio della priorità del bene pubblico rispetto a quello individuare.
L’Appaltatore analogamente ha il diritto a perseguire i propri obiettivi economici. A tal fine è facoltà e dovere dell’Appaltatore di evidenziare quelli che potrebbero essere delle richieste da parte della Pubblica Amministrazione che non ricadono all’interno del contratto.
In fase di esecuzione, in cantiere, spesso avviene che il rappresentante del Cliente richieda o manifesti delle preferenze e che il rappresentante del Cliente si sforzi di soddisfare, o anche di anticipare, ritenendo di poter poi compensare successivamente in parola i maggiori oneri sostenuti con altri minori lavori eseguiti 1. Sebbene sia una cattiva abitudine, questo avviene normalmente negli appalti privati. Non è possibile invece negli appalti pubblici dove varianti in diminuzione vengono sempre registrati (e le somme decurtate) mentre i maggiori oneri sostenuti non segnalati correttamente, non possono venire prese in considerazione ex-post.
L’Ente Pubblico (ma vale anche per il soggetto privato) deve sempre giustificare le eventuali maggiori spese sostenute e pertanto deve venire messo immediatamente a conoscenza di quelli che sono potenziali oneri che deve sostenere. In passato si sono visti molte opere che sono costate due o tre volte quello che era l’impegno previsto originariamente e per evitare queste evenienze è stato codificato direttamente come norma di legge tutto quanto riguarda le varianti del progetto.
Le riserve, una volta manifestate e iscritte nel primo documento contabile utile (tipicamente alla registrazione dei SAL) in seguito all’evento (o nel verbale di sospensione e ripresa lavori se si tratta di riserva per richiedere una proroga dei tempi) non possono normalmente essere modificate dall’Appaltatore 2 e saranno oggetto di verifica e di modifica del contratto da parte del RUP (tipicamente entro 30 giorni).
In fase di offerta
Sezione intitolata “In fase di offerta”E’ importante assicurarsi che la gestione delle riserve sia pratica nota a tutte le funzioni aziendali che poi seguiranno i progetti. La gestione delle riserve non è una pratica per aumentare il valore dell’opera bensì è l’unica modalità per farsi riconoscere le eventuali varianti in corso d’opera.
Il rischio
Sezione intitolata “Il rischio”Da un punto di vista di gestione è una pratica onerosa, costringe a quantificare entro finestre temporali ristrette (max 15 giorni) dall’evento quelli che sono i costi o i maggiori tempi di realizzazione e di negoziare o motivare tecnicamente e contrattualmente le ragioni per cui queste non debbano essere già ricompresi tra i lavori (o forniture o servizi) già remunerati.
E’ importante quindi in fase di offerta tener presente questo aspetto formativo e organizzativo (e di rischio) che vi siano degli extra costi in fase di esecuzione che non potranno essere riconosciute dalla Stazione Appaltante perché non richieste correttamente.
L’opportunità
Sezione intitolata “L’opportunità”Le riserve possono rappresentare anche delle opportunità ma è una pratica difficile e più teorica che pratica. Riguarda principalmente clausole o documenti ambigui e contradittori della documentazione di gara. E’ più probabile che porti ad un atteggiamento conflittuale e sinceramente lo reputo una pratica poco (o per nulla) professionale e quasi sempre unfair.
Le opportunità negli appalti pubblici esistono e devono essere gestite con proposte serie di varianti contrattuali.
Footnotes
Sezione intitolata “Footnotes”-
In tutti i progetti si manifestano quelli che i Project Manager conoscono come bias: si tratta di vere e proprie varianti in corso d’opera di piccola entità che complessivamente possono portare a maggiori oneri per le imprese di grande impatto sia in termini di costo che di tempi di realizzo. Tra questi è possibile annoverare un aspetto ambientale difficile da sradicare, che coinvolge soprattutto i Project Manager e i Site Manager che hanno operato all’estero o prevalentemente per committenti privati. Tra persone di cantiere si instaura naturalmente una simpatia che nasce dal comune perseguire dell’obiettivo (realizzazione dell’opera). Questa simpatia (finanche un’amicizia) si instaura tra persone ed è indipendente dal ruolo assunto dai propri datori di lavoro, cliente, appaltatore, fornitore ecc. E in questo contesto nascono richieste e concessioni individuali che, nel caso della committente e dell’appaltatore, non possono poi essere onorate contrattualmente: questo è un aspetto culturale da tener ben presente e ricade nella voce degli extra oneri (o contingency culturali) da considerare in fase di offerta. ↩
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Solo nel caso di un evento continuativo è ammesso l’aggiornamento della richiesta: ad esempio qualora si rilevi la presenza di contaminazione da amianto in un terreno oggetto di scavo e di cui non è nota a priori la quantità da bonificare e da conferire in discarica. ↩