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I quesiti in fase di offerta: quando e come (in progress...)

© 2025 Alessandro Dimichino

Durante la preparazione dell’offerta in risposta ad una gara di appalto pubblica, è possibile porre dei quesiti alla Stazione Appaltante.

Il RUP risponderà all’impresa o pubblicherà la risposta sul portale di gara qualora il quesito e la risposta siano ritenute di interesse per tutti i partecipanti.

Le risposte ai quesiti non rientrano tra i documenti contrattuali: se necessario è il contratto stesso ad essere modificato prima della stipula.

Generalmente i chiarimenti si limitano a fornire la chiave interpretativa alle clausole che possono risultare ambigue e a correggere gli errori e le incongruenze che possono essere presenti nei documenti di gara, tecnici e amministrativi.

In linea di principio suggerisco ai partecipanti di procedere secondo il criterio di opportunità e di rischio. In un progetto sono sempre presenti dei rischi e, come è noto, questi possono essere

  • evitati
  • trasferiti
  • accettati
  • mitigati

Il rischio di per se non è un costo ma lo diventa al verificarsi dell’evento oppure quando si attuano delle azioni correttive preventive che hanno evidentemente un costo: la stipula di un assicurazione (trasferimento del rischio), la modifica organizzativa e tecnica (evitare un rischio), un accantonamento di risorse (accettazione e mitigazione del rischio).

Quando è presente un rischio nel bando e tra la documentazione di gara che non è assolutamente accettabile per l’impresa: prima di rinunciare alla presentazione dell’offerta, l’impresa dovrebbe valutare se un chiarimento interpretativo potrebbe modificarne la decisione. In tal caso è essenziale porre il quesito in quanto afferisce alla decisione di Bid/NoBid.

Analogamente qualora l’impresa ritenga di non essere competitiva nel caso vi fosse un’interpretazione restrittiva della documentazione di gara, andrà posto un quesito.

Se vi è un’ambiguità della documentazione il cui chiarimento potrebbe penalizzare direttamente l’impresa o indirettamente favorendo la concorrenza, il quesito non andrebbe posto e l’impresa dovrebbe mettere in atto e considerare nei costi gli oneri per ovviare al rischio.

Quando porre il quesito per avvantaggiarsi sui concorrenti

Sezione intitolata “Quando porre il quesito per avvantaggiarsi sui concorrenti”

Tutte le imprese sono diverse: alcune sono più strutturate in alcuni ambiti (es. uffici acquisti, gestione delle officine) e meno in altre (es. gestione progetti, conduzione di impianti).

Le gare e le specifiche tecniche degli appalti pubblici sono invece redatti con il preciso compito (è uno dei principi fondanti dei contratti pubblici) di estendere al massimo la partecipazione delle imprese e pertanto sono perfettamente agnostiche agli aspetti organizzativi e al nucleo tecnico dei partecipanti.

In fase di gara, sebbene non siano noti i partecipanti, le imprese conoscono i propri potenziali concorrenti e come si posizionerebbero in caso di partecipazione alla gara.

I quesiti possono essere, in questi casi, uno strumento utile per cercare di enfatizzare aspetti per i quali i concorrenti sono meno preparati, così da costringerli ad assumere tra i costi quelli che normalmente rientrerebbero tra i rischi. In fase di gara infatti è consuetudine (sebbene concettualmente sbagliato) affidarsi alle contingency come strumento per la gestione del rischio anziché limitarlo alla gestione dell’incertezza 1.

Il quesito deve redimere un’ambiguità pertanto deve essere posto in maniera chiara e facendo in modo, se possibile, che la risposta sia un documento, un numero o un “sì” o un “no”.

Più è circostanziato e sintetico e più facile e rapido sarà per il RUP procedere con il chiarimento e le correzioni.

Se l’intento è quello di avere una risposta restrittiva o estensiva dell’interpretazione della documentazione, è sempre consigliabile cercare di fare riferimento ai principi del Codice.

Analogamente per richiedere una proroga potrebbe essere motivata ricordando che così facendo si ottiene un’offerta più competitiva e si permette al contempo la partecipazione ad altri soggetti (che diversamente rinuncerebbero a presentare offerta) con evidente beneficio per la Stazione Appaltante (e quindi, per la collettività). Ovviamente la Stazione Appaltante avrà interesse a dare proroga se la stessa non mette a rischio il programma lavori, diversamente non potrà correre a propria volta il rischio (che sarebbe una certezza) di un assumente un ritardo inaccettabile di inizio e conclusione dei lavori.

  1. Affronterò questo tema in un articolo dedicato.